A cosa serve il rapportino di intervento
Il rapportino di intervento è il foglio che il tecnico compila alla fine del lavoro: dice dove è andato, quando, cosa ha trovato, cosa ha fatto e con cosa. Lo firma il cliente. Sembra burocrazia, ma è il documento che regge tre cose: la fattura (si fattura quello che c'è scritto), la difesa in caso di contestazione (le ore, il materiale, il risultato) e la memoria dell'impresa (il prossimo tecnico che va da quel cliente sa cosa è stato fatto).
Il problema dei rapportini di carta è noto a chi gestisce squadre: arrivano in ufficio giorni dopo, scritti a mano in fretta, a volte persi in un furgone. Chi fattura deve telefonare per capire, il cliente contesta un'ora in più, e la foto del lavoro finito sta nella galleria del telefono di un operaio.
Cosa deve contenere un rapportino di intervento tecnico
Per i lavori fra privati non esiste un modello di legge unico: alcuni settori hanno moduli propri (pensate al rapporto di controllo degli impianti termici o al rapporto del giro di monitoraggio per l'HACCP), ma il rapportino di intervento è un documento dell'impresa. Le voci che non dovrebbero mai mancare:
- chi: ragione sociale dell'impresa, nome del cliente e, se diverso, di chi era presente;
- dove: indirizzo preciso dell'intervento, il cantiere o l'impianto, l'eventuale piano o locale;
- quando: data, ora di arrivo e ora di fine. Le ore di viaggio, se si fatturano, vanno scritte a parte;
- chi ha lavorato: nomi dei tecnici o la squadra, e il mezzo usato;
- cosa c'era da fare: la richiesta o il riferimento al preventivo, così si capisce se l'intervento è nel prezzo o è un extra;
- cosa è stato fatto: descrizione chiara, con misure e quantità (metri cubi aspirati, metri di tubazione, pezzi sostituiti);
- materiali: cosa è stato usato o sostituito, con codice o quantità;
- esito e indicazioni: lavoro concluso, da completare, problemi trovati, consigli al cliente;
- foto: prima e dopo, e dei punti critici;
- firma del cliente, con il nome scritto in chiaro.
Un modello di rapportino da seguire
Se oggi lavorate su carta o con un foglio Excel, questo è un ordine che funziona:
- Intestazione: numero del rapportino, data, impresa.
- Cliente e indirizzo dell'intervento, con il riferimento della richiesta o del preventivo.
- Tecnici, mezzo, ora di arrivo e ora di fine.
- Cosa c'era da fare.
- Cosa è stato fatto, con quantità e misure.
- Materiali usati.
- Note ed eventuali lavori da programmare.
- Pagamento sul posto, se c'è stato: quanto e come.
- Firma del cliente e nome di chi firma.
Esempio di riga ben scritta: «Svuotata fossa biologica a tre camere, circa 6 m³, pulite le tubazioni di ingresso per 4 metri, trovato il pozzetto di ispezione rotto: da sostituire, preventivo da fare». Esempio di riga che genera telefonate: «Fatto spurgo».
Firma del cliente e prove di presenza
La firma del cliente sul rapportino dice che il cliente ha visto il lavoro e lo riconosce. Non deve essere una firma su un foglio bianco: chi firma deve poter leggere cosa sta firmando, e il nome va scritto in chiaro, perché spesso firma il portiere o un dipendente e non il titolare.
Quando le contestazioni riguardano i tempi («siete stati qui un'ora, non tre») servono prove di presenza oggettive: l'orario di arrivo e di uscita registrato sul momento, meglio se con la posizione del telefono, oppure un QR lasciato dal cliente da inquadrare all'arrivo e alla partenza. Per i clienti fissi, come i condomini con le pulizie settimanali, è il modo più semplice per non discutere.
Dal rapportino alla fattura
Il rapportino è anche il documento da cui parte la fattura. Chi fattura deve trovarci tutto quello che serve senza telefonare: le ore se il lavoro è a ore, le quantità se è a misura, i materiali, gli extra rispetto al preventivo, e se il cliente ha già pagato sul posto, quanto e come. Un extra non scritto nel rapportino, di solito, non si fattura.
Per i lavori a contratto, come un canone di manutenzione o un appalto di pulizie, il rapportino serve invece a dimostrare che l'intervento previsto è stato fatto: è quello che il cliente o il suo amministratore chiede quando controlla le fatture del mese.
Gli errori che fanno nascere le contestazioni
- il rapportino si compila in ufficio a fine settimana, a memoria;
- manca l'ora di fine, o è uguale per tutti gli interventi del giorno;
- «cosa è stato fatto» è una parola sola;
- le foto ci sono, ma sul telefono del tecnico e non nel rapportino;
- firma senza nome, illeggibile, o di una persona che poi dice di non sapere niente;
- il cliente riceve il rapportino solo con la fattura, settimane dopo.
Il rapportino di intervento con gestire.it
In gestire.it il rapportino non si scrive: si compone da solo con quello che il tecnico segna chiudendo il lavoro dal telefono. Da «Oggi», a fine intervento, tocca «Chiudi il lavoro», scrive «Cosa è stato fatto», aggiunge fino a dieci «Foto del lavoro fatto», fa firmare il cliente sul telefono in «Firma del cliente» e controlla il «Nome di chi firma». Se ha incassato, in «Pagamento» segna quanto e come; se ha fatto qualcosa oltre il previsto lo segna nelle «Voci in più», che vanno in fattura con il prezzo del listino; se ci sono rifiuti, li aggiunge e vanno nel registro.
Il PDF del rapportino è sulla vostra carta intestata e riporta lavoro, cliente, indirizzo, ora di inizio e di fine, chi l'ha eseguito, il preventivo collegato, cosa c'era da fare, cosa è stato fatto, le foto e la firma con il nome. A «Comincio» e a «Chiudi» il telefono prende la posizione, e nel rapportino compare «Sul posto dalle… alle…» con la distanza dall'indirizzo; per i clienti fissi c'è il «QR del posto». Dalla scheda del lavoro chiuso, «Manda il rapportino» lo spedisce dalla casella dell'azienda e resta nello storico. Tutto quello che fa la funzione è nella pagina del rapportino con foto e firma: chiedeteci una dimostrazione con un vostro intervento tipo.
Compilare un rapportino che regge, passo per passo
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1
Segnate l'arrivo
Appena arrivati scrivete l'ora, o registratela dal telefono con la posizione. Se serve, fate firmare il cliente già all'arrivo.
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2
Fotografate prima di cominciare
Una o due foto della situazione iniziale, soprattutto se c'è un guasto o un danno che non avete causato voi.
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3
Descrivete il lavoro con le quantità
Cosa avete fatto, con misure, metri, pezzi, metri cubi. Annotate i materiali usati e quello che resta da fare.
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4
Fotografate il risultato
Le foto del lavoro finito chiudono quasi tutte le discussioni su «non è stato fatto».
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5
Fate firmare e scrivete il nome
Il cliente legge, firma e scrive il suo nome, o lo scrivete voi in chiaro sotto la firma.
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6
Mandate subito la copia
Il cliente riceve il rapportino lo stesso giorno, non con la fattura: le contestazioni arrivano prima, quando è facile chiarire.
Domande frequenti
Cosa deve contenere un rapportino di intervento?
Impresa e cliente, indirizzo, data con ora di arrivo e di fine, tecnici e mezzo, cosa c'era da fare, cosa è stato fatto con quantità e materiali, note, foto e firma del cliente con il nome in chiaro.
Esiste un modello di rapportino obbligatorio per legge?
Per gli interventi fra privati no: il rapportino è un documento dell'impresa. Alcuni settori hanno moduli propri, come il rapporto di controllo degli impianti termici o il rapporto di monitoraggio per l'HACCP, che vanno compilati secondo le loro regole.
Chi deve firmare il rapportino?
Il cliente o chi era presente per lui, scrivendo il nome in chiaro. Molte imprese fanno firmare anche il tecnico, così si sa chi risponde del lavoro.
Il rapportino firmato sul telefono vale come quello di carta?
Per l'impresa ha la stessa funzione: dimostra cosa è stato fatto e che il cliente l'ha visto. Conta poter mostrare la firma insieme al testo firmato, all'ora e alle foto, ed è più difficile perderlo.
Come si dimostra quanto tempo si è stati dal cliente?
Registrando ora e posizione all'arrivo e all'uscita, oppure con un QR lasciato dal cliente da inquadrare quando si arriva e quando si va via. In gestire.it entrambi finiscono nel rapportino.
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